IL MANTRA ZAPPIANO

Informazione non è conoscenza,

conoscenza non è saggezza,

saggezza non è verità, 

verità non è bellezza, 

bellezza non è amore, 

amore non è musica. 

La musica è la cosa migliore che esista

Frank Zappa

Il Collettivo della Volpe, l'idea

Bergamo, ottobre 2020

Il Collettivo della Volpe è un’associazione culturale nata nell’ottobre del 2020 che non ha scopo di lucro e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. 

In particolare il fine dell’Associazione è quello di:

  • A) organizzare concerti, rassegne corali e musicali in genere, iniziative culturali formative e di spettacolo attinenti al mondo della musica e delle arti in genere, anche in collaborazione con altre Associazioni civili e religiose, puntando sempre ad offrire proposte di alto livello qualitativo e artistico;
  • B) valorizzare e diffondere la musica nell’aspetto educativo e culturale, contemplando anche la ricerca e la promozione di attività parascolastiche in campo musicale ed educativo in genere;
  • C) promuovere la musica in tutte le sue forme ed espressioni, inclusa la stampa di materiale dedicato, attraverso l’organizzazione di corsi didattici e laboratori, con particolare attenzione ai bambini, ragazzi e giovani; detti corsi saranno tenuti da docenti diplomati e/o di provata serietà e professionalità;
  • D) sviluppare relazioni con realtà similari provinciali, nazionali e internazionali.

Il primo punto, relativo all’organizzazione dei concerti, è il perno su cui il socio fondatore e primo presidente dell’associazione, Alberto Bigoni, ha proposto di istituire l’Ente, trovando il supporto degli altri soci fondatori.

Il 2020 è l’anno che è entrato nella Storia per la pandemia globale, le cui ripercussioni nell’ambito musicale e culturale in generale sono state (e continuano ad essere) pesantissime. L’Associazione ritiene si debba rispondere a tali difficoltà guardando avanti e progettando il futuro, lasciandosi alle spalle un periodo che solo eufemisticamente può essere definito “difficile”. Serviva quindi un’idea, un punto fermo su cui costruire e sviluppare una proposta con il preciso intento di progettare le attività dei mesi e degli anni futuri. “Perchè non creare un’entità aperta alle collaborazioni più varie per presentare strutturalmente uno o più dischi all’anno?”, il quesito del fondatore. La risposta è proprio il Collettivo, una soluzione semplice e immediata a questa esigenza e desiderio di tributare un riconoscimento a dei dischi la cui importanza storica e culturale è evidente e fuori discussione. 

L’idea iniziale, quella che ha dato il “la” alle attività ma che non preclude l’adozione di altre diverse formule, verte appunto sulla possibilità di promuovere degli spettacoli di musica dal vivo che rilancino uno o più album musicali del passato di grandi artisti per renderli fruibili (anche e soprattutto, ma non solo) alle nuove generazioni. Il criterio di scelta del disco o dei dischi da interpretare, a seconda delle esigenza sceniche legate alla durata delle incisioni, avviene come descritto: durante l’anno solare in oggetto, lo spettacolo deve celebrare una ricorrenza particolare, un “compleanno” significativo, sia esso ad esempio di dieci o di cinquant’anni dalla pubblicazione. Come recita lo slogan del Collettivo "musica e suoni del tempo", ovvero album temprati dal passare degli anni, ma consolidati, assolutamente attuali, significativi e iconici.

L’idea è del presidente Bigoni, bassista originario dell’alta Valle Seriana, il quale ha abbracciato una formula sperimentata dalla cover band “Sushi Cornucopia” in cui il musicista milita da anni. La formazione orobica tra il novembre 2019 e il gennaio 2020 ha infatti proposto il “Sushi Plays Wall” con il quale ha omaggiato i primi quarant’anni dell’opera “The Wall” dei Pink Floyd, raccogliendo un consenso trasversale. Concerti in grado di emozionare e lasciare il segno negli oltre 1.000 spettatori che hanno avuto modo di assistere allo show nelle uniche 3 date in calendario e tenutesi al Teatro Tomasini di Clusone (Bg), fino a gennaio 2020, poi non replicate a causa del lockdown legato alla pandemia da Covid-19.

Collettivo” quindi perché raccoglie, riguarda o interessa una pluralità di persone. Lo strumento ideale per rappresentarlo? L’Associazione Culturale che ha scelto la “volpe” come animale simbolo perché presente anche in bergamasca, nota per la sua astuzia e la sua capacità di adattamento ad ogni tipo di ambiente, quindi ci piace immaginare che le stesse qualità possano essere messe a servizio nel contesto musicale. 

Individuata la mascotte, si doveva quindi capire su quali dischi concentrare l’attenzione e il primo studio del Collettivo. Le discussioni e i confronti si sono concentrati sull’anno di pubblicazione di svariati album ed è stato presto individuato il 1971, un’annata che dista matematicamente 50 anni dal 2021, più specificatamente l’anno in cui è stato pubblicato “Who’s Next” degli Who e “Led Zeppelin IV” dell’omonima band. 

Due dischi di due band inglesi che hanno segnato come poche altre la musica e i suoni del tempo, a cui il Collettivo vuole rendere omaggio portando in esibizione live due album dall’enorme peso specifico nella storia musicale. Riusciranno nell’ardua impresa? 

Questa la genesi del progetto dell’associazione “1971-2021, 50° anniversario di Who’s Next e di Led Zeppelin IV”: tributando onore e contribuendo a diffondere ulteriormente dischi che hanno fatto la “Storia” della musica. Ma, come ogni Collettivo che si rispetti, è pronto a cogliere spunti, idee, energie che sappiano aprire nuove opportunità e portare l’orizzonte sempre un po’ più in là, fedeli però sempre al mantra zappiano che recita “la musica è il meglio”.

Seguite il Collettivo, scriveteci, associatevi e supportateci, aggiornamenti a breve sul sito ufficiale www.ilcollettivodellavolpe.it e sui profili social dell’Associazione.

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