Il 2020, annus horribilis della musica

Sabato 10 ottobre 2020 in Piazza Duomo sono sbarcati 500 “flight case”. Dall’articolo di Repubblica: “Dal facchino all’imprenditore, 500 rappresentanti del mondo degli eventi sono scesi sabato in piazza Duomo a Milano, riempiendola di bauli, quegli stessi “flightcase” che ogni giorno accompagnano coloro che lavorano nel settore, divenuti negli ultimi mesi simbolo di una mobilitazione internazionale che oggi è arrivata anche in Italia. A organizzare l’appuntamento ‘Bauli in piazza’, l’associazione culturale senza scopo di lucro Bip, di cui fa parte Fabio Pazzini, event manager e direttore di produzione: “Abbiamo riunito in piazza tutti i lavoratori e le rappresentanze delle imprese che lavorano nel settore, dai promoter di eventi e concerti ai service audio-luci perché è importante dimostrare alla politica che esiste un settore unito che chiede con un’unica voce una sola cosa: poter ripartire e guadagnarci da soli il pane quotidiano“.

Il settore dello spettacolo vede oltre mezzo milione di addetti in Italia ed è duramente colpito dagli effetti del lockdown che, praticamente, non è ancora finito.

In un contesto del genere, come si può pensare di attuare un’idea come quella del Collettivo della Volpe, nata proprio qualche giorno fa?

Vogliamo pensare al futuro, organizzare, investire e dedicare tempo, risorse ed energie per la diffusione culturale e di promozione della stessa, portando un nostro piccolo contributo, nella speranza di poter ripartire il prima possibile, facendoci trovare pronti con uno o più spettacoli da portare nei locali, nei teatri o in tutti quei luoghi che lo richiederanno.

Se non ora, quando?

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